Ordine dei Trionfi

Abbiamo già detto (Cosa sono i Tarocchi)  che i Trionfi nascono come carte con valore di  briscola in aggiunta al mazzo normale. Come briscole, ovviamente, non potevano avere lo stesso valore, e furono ordinati in una sequenza che dalla carta di valore inferiore arrivava a quella che aveva il potere di battere tutte le altre. La gerarchia era anche e soprattutto morale, basti pensare al Mondo, la carta numericamente più alta  e che rappresenta Dio Padre, il fine del percorso della scala trionfale.

E’ importante sottolineare che l’ordine dei Trionfi è il criterio fondamentale per  assegnare, con un elevato grado di certezza, l’area geografica di produzione di un mazzo di Tarocchi, ordinamento che, restando in gran parte immutato nel tempo, ci permette di conoscere la loro provenienza. Giocare alle carte è sempre stato un fenomeno locale e un cambiamento dell’ordine dei Trionfi, una volta stabilito, avrebbe comportato una certa confusione tra i giocatori, come avverrebbe anche oggi se si modificasse il potere di presa delle briscole in un normale gioco di carte.

Dunque, in ogni area geografica si affermò dall’inizio e si conservò nel tempo un particolare  e caratteristico ordinamento dei Trionfi, anche se in ogni zona sono presenti minime varianti, prodotte sia da una diversità di gioco da città a città, sia dal diverso periodo di creazione dei mazzi.

In linea di massima, possiamo individuare tre ordinamenti nettamente distinti, situabili in area lombarda con il nucleo più importante a Milano (tipo C), in area tosco-emiliana con centro di irradiazione a Bologna (tipo A), e nella zona ferrarese-veneziana-friulana con centro a Ferrara(tipo B), con l’unica eccezione in Piemonte dove si usò un misto di tipo C lombardo e A bolognese.

Per quanto attiene al tipo C, sappiamo dalle carte a noi pervenute e da due elenchi letterari di trionfi in uso nella zona pavese ( non esistono altre testimonianze di trionfi di area lombarda prima del XVIII secolo), che a Milano era in uso un certo ordine e, almeno nel territorio di Pavia, un altro ad esso simile nella struttura generale, ma con diverse variazioni. A Milano, ad esempio, l’Eremita precedeva la Forza, mentre nel territorio di Pavia succedeva il contrario, oltre ad altre inversioni.

L’ordine pavese si mescolò a quello osservato in Piemonte, originariamente di tipo A  bolognese, dando vita ad un mazzo di tarocchi che una volta abbandonata la miscela bolognese e ripristinata la forma originaria, ebbe nei secoli successivi un’importante diffusione in vari paesi europei. Probabilmente l’ordine pavese doveva essere in uso nella maggior parte della Lombardia per avere la capacità di influenzare in modo così evidente un tarocco di un’altra regione come il Piemonte.

Per il tipo A bolognese, la più antica prova diretta dell’ordine dei Trionfi risale al 1664,  restando invariato dopo quella data. Non c’è ragione di ritenere che non dovesse essere stato quello fin dall’introduzione del gioco come attestato anche da due fogli di carte non tagliati e non colorati databili al tardo Quattrocento. Prove indirette, in ogni caso, indicano una presenza molto antica di Trionfi a Bologna, tanto da assegnare, da parte di qualche studioso,  proprio a questa città l’invenzione di tali carte.

Fu il tarocco bolognese a generare, molto plausibilmente, non soltanto quello piemontese ma anche il fiorentino. Per quest’ultimo una conferma diretta ci viene dal mazzo dei tre fogli della collezione Rosenwald le cui caratteristiche lo collegano indubitabilmente al mazzo di tradizione bolognese. Se Firenze non fu uno dei centri originari del gioco dei Trionfi, fu però il luogo di nascita di un suo discendente della massima importanza: il gioco delle Minchiate (Le Minchiate fiorentine).

Per il tipo B che insiste nella zona ferrarese-veneziana-friulana, occorre precisare che si tratta di un’estensione molto generica e che, a rigore, si dovrebbe parlare unicamente di trionfi ferraresi. Non c’è alcuna prova che carte da tarocchi siano mai state fabbricate a Venezia, né tanto meno nel Friuli.

Esistono due fonti letterarie cinquecentesche del veneto Troilo Pomeran e del friulano Leonardo Colombino le quali attestano che tarocchi con un ordine di tipo B erano noti a Venezia e a Trento, ma non c’è alcuna testimonianza diretta che in questi luoghi si producessero tarocchi.

Tanto più se si considera che quando Troilo Pomeran pubblicava a Venezia nel 1534 il suo poemetto sui Trionfi, nella stessa città il gioco più diffuso era quello praticato con un mazzo normale ridotto a 36 carte, chiamato Trappola (con l’omissione dal mazzo di 52 delle carte dal 3 al 6 di ciascun seme). Ricordo che le carte dei semi dei Tarocchi erano 56 per l’aggiunta delle Regine.

Possiamo dunque limitare a tre (con l’eccezione di quello lombardo di cui avremo modo di parlare trattando i Sola-Busca), gli ordinamenti fondamentali dei trionfi e sono quelli milanesi, ferraresi e bolognesi, di cui riporto le sequenze più ricorrenti e la nomenclatura più frequente:

  • Tipo C milanese: Bagatto, Papessa, Imp.ce, Imp.re, Papa, Amore, Carro, Giustizia, Eremita, Ruota della Fortuna, Forza, Appeso, Morte, Temperanza, Diavolo, Torre, Stella, Luna, Sole, Giudizio, Mondo
  • Tipo B ferrarese: Bagatto, Imp.ce, Papessa, Imp.re, Papa, Temperanza, Carro, Amore, Forza, Ruota della Fortuna, Eremita, Appeso, Morte, Diavolo, Torre, Stella, Luna, Sole, Angelo/ Giudizio, Giustizia, Mondo.
  • Tipo A bolognese: Bagatto, Amore, Carro, Temperanza, Giustizia, Forza, Ruota della Fortuna, Eremita, Appeso, Morte, Diavolo, Torre, Stella, Luna, Sole, Mondo, Angelo/Giudizio.

Si noterà che nel tipo A bolognese sono state omesse le figure dell’Imperatrice, Papessa, Imperatore e Papa che in origine dovevano essere in questo ordine e che, ancor prima della trasformazione del mazzo primitivo in quello ridotto del Tarocchino avvenuta agli inizi del Cinquecento, erano collettivamente note a Bologna come “Papi”ed avevano lo stesso valore.

Il Tarocchino è composto di 62 carte, ossia 40+22 ( con l’esclusione di 16 carte dalle 56 dei semi- 2,3,4,5 per ogni seme). L’ordinamento vede le tre virtù (Temperanza, Giustizia e Forza) consecutive, e soprattutto l’Angelo o Giudizio Universale all’ultimo posto come trionfo più alto. Se un mazzo di Tarocchi ha questa carta in fondo alla sequenza di Trionfi siamo sicuri che è un mazzo bolognese o da esso derivato.

Come si nota nel foglio Rosenwald (in fig.), l’Angelo o Giudizio Universale è l’ultima carta dei Trionfi (nell’angolo in alto a sx), e le tre virtù, Temperanza(VII), Giustizia(VIII) e Forza (VIIII), sono consecutive (fila centrale, a dx).

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L’ordine di tipo B ferrarese, il maggiormente documentato (I Tarocchi ferraresi), ha le tre virtù non consecutive, con la Temperanza subito a ridosso del Papa e la Giustizia (terrena) al penultimo posto. La Giustizia (divina) o Giudizio Universale/Angelo occupa il terzultimo posto.

L’ordine di tipo C milanese è quello che ancora oggi troviamo nel mazzo di tarocchi comunemente conosciuto come tarocchi di Marsiglia ( I Visconti-Sforza).  La varietà pavese o lombarda  presenta, rispetto a questo, alcune variazioni che si riveleranno importanti nella nostra analisi dei Sola-Busca   ( I Tarocchi Sola-Busca). Vedremo, infatti, che il mazzo rispetterà maggiormente la sequenza della varietà pavese piuttosto che quella milanese.

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