Il Giudizio e Il Mondo

Quando, a partire dal Matto che è ognuno di noi nella sua natura follemente molteplice, irragionevole e disordinata, ci mettiamo in cammino alla conquista di un’unità che ci renderà uomini razionali e spiritualmente compiuti, e gradino dopo gradino della scala trionfale ci assicuriamo una serie di virtù sempre più gratificanti, arrivati ad un certo punto ci accorgiamo che il cammino percorso ha un senso e può condurci alla meta finale, cioè all’essere uomini a immagine e somiglianza di Dio, soltanto affrontando queste ultime due carte.

Possiamo imparare l’amore che si sottrae a qualsiasi impeto d’irragionevole  e volgare passione, la carità, la giustizia, la perseveranza, l’umiltà e la sapienza, ma tutto è inutile se non impariamo a temere il giudizio di Dio e se non ci affidiamo completamente a Lui aprendo costantemente il cuore alla sua parola.

 E allora non c’è alcun dubbio sul significato da attribuire a queste ultime due carte! Il Giudizio rappresenta il Giudizio Universale e il Mondo sta per Dio Padre, anzi per il Verbo, la Parola di Dio padre.

Il Giudizio è il Giudizio Universale e nient’altro. Tutte le rappresentazioni, infatti, mostrano una o più tombe aperte da cui sorgono persone contornate da angeli e paesaggi celesti. Si tratta di un invito a volgere gli occhi verso il giorno in cui saremo chiamati a rendere conto della nostra esistenza terrena e a renderci conto che soltanto se avremo temuto Dio potremo sperare nella salvezza eterna.

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Quindi, il cammino sulla scala trionfale ha un senso se non dimentichiamo mai di avere stretto un patto d’amore reverenziale con il Padre eterno, e che ogni nostro comportamento deve adeguarsi a questo amore particolare.

La carta è denominata anche Angelo perché è all’Arcangelo Michele che le Sacre Scritture affidano l’incarico di accompagnare le anime nel giorno dell’ultimo giudizio.

Il significato univoco della carta appare evidente anche nei tarocchi non tradizionali. Nei Sola-Busca troviamo, ad esempio, rappresentato Nenbroto, il Nimrod biblico che diede avvio alla costruzione della torre di Babele con cui superbamente superare la stessa altezza divina. Nella carta, il personaggio che non ha avuto timore della potenza e della vendetta di Dio, tenta di difendersi, ma inutilmente perché la lingua di fuoco della punizione ha già distrutto la torre e si appresta a distruggere anche lui.

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Importante!!

Prima di continuare, mi preme a questo punto precisare che tutti coloro che assegnano a questa carta un significato diverso commettono un  madornale errore che mette in discussione l’interpretazione dell’intera sequenza dei trionfi. Affermare, come si legge spesso, che questa carta e la successiva, il Mondo, non hanno niente a che fare con la religione e con lo spirito del cristianesimo medievale da cui nacquero i Tarocchi, è una stupidaggine che non merita commenti. Pensare che la tromba suonata dall’angelo sia una chiamata terrena è una sciocchezza. Si tratta di una chiamata celeste, e se durante la nostra vita avremo sempre temuto questo giudizio finale, se avremo sempre vissuto nel timore di Dio, solo allora ci sarà offerta la ricompensa della vita eterna e non l’eterna perdizione.

Se il Giudizio è il Giudizio Universale, il Mondo è Dio Padre come afferma l’anonimo predicatore domenicano quattrocentesco del Sermones de Ludo ( I Tarocchi ferraresi). Di seguito le prime rappresentazioni che mostrano la Gerusalemme terrena o celeste quale atto creativo divino al quale ognuno di noi deve armonizzarsi.

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Ma un significato ancora più pregnante possiamo desumerlo dall’iconografia che si stabilirà successivamente nei Tarocchi di Marsiglia e in tutti i mazzi successivi.

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Una fanciulla seminuda si trova all’interno di una mandorla circondata dai simboli dei quattro evangelisti, Matteo-angelo; Luca-toro; Marco-leone; Giovanni-aquila, il cosiddetto Tetramorfo.

Qualche studioso ha assimilato la figura all’Anima Mundi di derivazione platonica che l’umanista Marsilio Ficino interpreterà quale principio unificatore dell’universo. Altri, meno studiosi, che la carta rappresenti la gioia, la bellezza e la prosperità!!!

Altri ancora hanno asserito che la mandorla è una ghirlanda che potrebbe preparare un qualsiasi fioraio, e che il Tetramorfo non è il simbolo degli evangelisti ma dei quattro segni zodiacali (Acquario, Toro, Scorpione e Leone), oppure dei quattro elementi (Acqua, Terra, Aria e Fuoco), o delle quattro stagioni (primavera, estate, autunno, inverno).

Niente di tutto questo!

La mandorla è da sempre il disegno che racchiude il Cristo in Maestà. Basta sfogliare un qualsiasi codice miniato devozionale del medioevo o del rinascimento per rendersene conto, a volte con la didascalia: “in veritas”. Basta guardare le sculture e gli affreschi di quel periodo per ravvisare all’interno della mandorla il volto del Cristo pantocratore, di colui che è “Via, Verità e Vita”. E allora la donna seminuda che ritroveremo in una stupenda scultura del Bernini altro non è che la “nuda veritas“, la verità vera che nessuno può mettere in discussione,  la parola di Dio che ci è stata trasmessa dai quattro evangelisti.

L’uomo che è arrivato alla fine della scala dei Trionfi e che si è fatto finalmente “uno”, immagine e somiglianza di Dio, ha potuto compiere l’intero cammino soltanto nella consapevolezza di aver creduto in Dio padre, nella sua parola, mettendosi completamente nelle sue mani, agendo e pensando come se le sue azioni e i suoi pensieri gli fossero dettati dall’alto, da una trascendenza che non lo tradirà mai perché Verità assoluta.

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