Il Carro

Questa è la carta che subirà meno variazioni, sia nel nome (all’inizio “Carro triumphale o triomphante”), sia nell’iconografia.

La rappresentazione più antica è quella del mazzo Visconti-Modrone. Una matrona, seduta sopra un carro coperto da una specie di tempietto gotico, sorregge uno scettro con la mano sinistra e la colomba radiata blasonica viscontea con la destra. Il carro è tirato da due cavalli bianchi guidati da un palafreniere montato sopra quello a sinistra.

     

 

Nella produzione immediatamente successiva, quella dei Visconti-Sforza, il tempietto è sparito insieme al palafreniere, i cavalli hanno messo le ali, e la matrona sul carro impugna lo scettro e il globo crucifero.

 

Le varianti successive saranno limitate a pochi dettagli. Il Carro è un vero e proprio carro trionfale sul quale c’è un re o un generale. Cortei trionfali, noti come trionfi, sul modello di quelli dell’antica Roma, di cui si hanno diverse testimonianze nella scultura, nei manufatti ceramici, in alcuni affreschi, in letteratura (famosi i Trionfi del Petrarca), divennero col tempo uno degli svaghi preferiti delle corti rinascimentali per testimoniare il potere e nello stesso tempo il legame con il popolo.

Il significato della carta è del tutto trasparente. Ogni uomo che detiene un qualsiasi bene, sia pure un papa o un imperatore, non deve diventarne schiavo, non deve esaltarsi davanti alla ricchezza, al potere o alla gloria, ma farne un uso accorto e ragionato. Solo in questo modo, il bene che si possiede è un vero bene.

 

 

 

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