I Tarocchi e la divinazione

 

Cos’è la divinazione? Un qualsiasi dizionario ci dice che è ” l’arte con cui si presume di indovinare il corso degli avvenimenti futuri attraverso segni mostrati dalla divinità“. Se la divinità è rappresentata dalle carte dei tarocchi, abbiamo la divinazione con i tarocchi; se i segni ci arrivano dalle reciproche posizioni delle stelle o dei  pianeti abbiamo a che fare con la divinazione astrologica, oppure con la chiromanzia dalla lettura dei segni del palmo della mano, e così via…

La divinazione, o previsione o predizione, è dunque “la capacità di vedere o dire in anticipo un evento futuro attraverso l’interpretazione di alcuni segni appartenenti a particolari oggetti”.

Ma cos’è un evento futuro? Ovviamente è qualcosa che deve ancora accadere, ma questo suo accadimento può verificarsi soltanto in due modalità: in maniera ineluttabile e necessaria, oppure in un modo o in un altro. Qualsiasi evento futuro può dunque presentarsi o in maniera certa oppure casuale.

Nel primo caso, sapere in anticipo quello che certamente succederà non può in nessun modo aiutarmi, perché in qualsiasi maniera avrò agito, accadrà, ciò nonostante, quello che deve accadere. Se un cartomante mi predicesse il sicuro e imminente tradimento della persona che amo, potrei fare qualcosa? Assolutamente no, perché il tradimento avverrà in ogni modo. Infatti, se l’evento pronosticato è certo significa che si verificherà in un solo modo, è come una scena bloccata nel futuro, immodificabile. Non posso né aggiungere né sottrarre qualcosa o qualcuno a questa scena.

Dunque, anche se fosse possibile conoscere in anticipo ciò che avverrà sicuramente in futuro, questa conoscenza mi è del tutto inutile dal momento che non posso modificare il corso degli eventi. Chi si ritiene in grado di prevedere con certezza il futuro, potremmo classificarlo nella categoria dei “maghi”; ma se crede o induce a credere che si possa intervenire in qualche modo su tale previsione, è uno scemo se è in buona fede, altrimenti un ciarlatano.

Nel secondo caso, quando l’evento è casuale e lasciato al capriccio della sorte, è del tutto ovvio che non può essere saputo in anticipo, in quanto avrebbe potuto capitare e accadere diversamente da quello che succede. Possiamo dire: “E’ molto probabile che succeda…..”, ma potrebbe accadere tutto il contrario, e quindi, anche in questo caso la conoscenza anticipata dell’evento mi è del tutto inutile.

Assodato che la conoscenza del futuro è una pratica inutile, allora dovrebbe essere inutile praticarla. Dico di più. Oltre che inutile è dannosa.

Prendendo a prestito le parole di Cicerone del De divinazione, possiamo porci una domanda del genere:

Se Priamo ( il re di Troia cantato da Omero nell’Iliade) avesse conosciuto in anticipo la fine che lo attendeva, se avesse previsto la distruzione del suo regno e del suo popolo, di vedere uccisi sotto i suoi occhi i figli, gli altri fatti schiavi dai Greci, lui stesso trucidato, benché vecchio, pensate voi che da quel momento avrebbe vissuto bene il resto dei suoi giorni? Avrebbe forse assecondato stoicamente il destino mortale che lo attendeva  o si sarebbe consumato, giorno dopo giorno, nel dolore e nella disperazione? La risposta è che molto probabilmente si sarebbe dato lui stesso la morte, piuttosto che viverla giorno per giorno.

E se qualcuno gli avesse, invece, pronosticato un destino radioso in cui avrebbe assistito al benessere del suo popolo, alla grandezza del suo regno, alla nascita dei nipoti, all’amore dei figli, e alla morte serena che tutti auspichiamo, pensate voi che da quel momento avrebbe vissuto in pace il resto della vita?

Assolutamente no, perché avrebbe vissuto senza desiderio. Infatti, perché avrebbe dovuto desiderare la nascita di un nipotino sapendo già in anticipo che questo evento si sarebbe realizzato in ogni modo? Nel momento in cui ognuno di noi sa che un suo desiderio si compirà, il desiderio si spegne; non si resta in attesa del suo compimento, ma lo si esaurisce immediatamente. E allora se ne accende un altro, ma se anche di questo ho certezza della sua realizzazione, pure questo decade automaticamente. Insomma, conoscere prima del tempo il proprio destino, ancorché felice, equivale alla desertificazione del desiderio.

E allora, se conoscere anticipatamente il futuro è inutile e dannoso, perché cresce sempre più il numero delle persone che bussa alla porta di cartomanti, astrologi, esoteristi,  e via dicendo?

Personalmente credo che tutto ruoti intorno a un falso concetto di speranza.

Non molto tempo fa, una donna mi confidò che una cartomante a cui si era rivolta per questioni sentimentali le aveva anticipato un incontro con una persona straordinaria. Qualche mese dopo mi confermò di avere effettivamente incontrato il suo principe azzurro e adesso condivideva felicemente con lui la sua vita. A suo dire questa era una prova diretta delle qualità divinatorie della cartomante che da allora aveva preso a frequentare periodicamente.

E’ del tutto evidente che la donna avrebbe potuto incontrare quella persona anche se avesse fatto a meno della cartomante, com’è del tutto evidente che la persona straordinaria che le sta accanto potrebbe un giorno rivelarsi uno spietato assassino e ucciderla nel sonno. Voglio cioè dire che la cartomante non ha fatto altro che assecondare l’aspettativa di quella donna, ha usato la sua arte per sostenere la speranza che l’incontro sarebbe avvenuto.

Sbaglia chi si affida ciecamente a una speranza illusoria che potrebbe tradirci in qualsiasi momento, e sbaglia ancora di più chi asseconda tale cecità fingendo una qualsiasi capacità divinatoria. La compravendita dei sogni andrebbe evitata.

La speranza non è mai cieca. Come ci ricorda Dante nel XXV canto del Paradiso, la speranza è l’attesa sicura della futura beatitudine che ci viene dalla grazia di Dio e dai meriti acquisiti in precedenza. Più laicamente e in altri termini, possiamo dire che solo vivendo correttamente possiamo sperare in una ricompensa, possiamo metterci nell’attesa certa di un premio.

Insomma sono i nostri comportamenti corretti, le nostre virtù e le corrispondenti azioni quotidiane che ci permettono di sperare in qualcosa di buono, perché la cieca speranza, lo ripeto, è un inganno e qualsiasi divinatore non può assolutamente esserci di aiuto.

Concludo rispondendo a un’ideale domanda di un ipotetico lettore: ” Ma allora, a cosa servono i Tarocchi?”

Sottratti alla pratica divinatoria (l’uso dei Tarocchi per la divinazione avviene dopo quattro secoli dalla loro nascita!!! Cartomanzia I ), i Trionfi possono rappresentare una guida morale che può aiutarci giorno per giorno a fortificare le nostre virtù, a indebolire i nostri vizi, a costruire una vera soggettività umana , adesso, nel presente, contando sulla volontà e l’impegno, senza barare con le carte e con noi stessi.

Non c’è bisogno di false illusioni. Basta custodire nella nostra mente il messaggio di questo straordinario mazzo di carte e lasciare che sia la sua cifra morale ad accompagnarci nella nostra esperienza esistenziale.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*