I Tarocchi Cicognara

A conclusione dell’articolo sui tarocchi Leber si è accennato alla loro somiglianza con il mazzo di Tarocchi che andiamo a descrivere. Ne parla Leopoldo Cicognara nelle sue Memorie del 1831, subito dopo una breve digressione sui Sola-Busca (→I Tarocchi Sola-Busca).

Purtroppo, del mazzo facente parte della collezione privata del Cicognara si sono perse le tracce. A che scopo, allora, parlarne? Non solo perché rientra tra i mazzi “ anomali” dei tarocchi, con la sua iconografia del tutto particolare, ma per un’altra ragione di cui si dirà in seguito.

Così ce lo descrive l’Autore:

“ Molta bellezza e singolarità offre in ogni sua parte un altro mazzo di carte da Tarocchi che abbiamo la ventura di possedere, completo di 78 carte, delle quali 56 destinate ai quattro semi di Denari, Coppe, Spade e Bastoni dall’uno al dieci colle rispettive figure per ciascheduno, e 22 figurano li Tarocchi nella medesima forma che vennero descritti da Court de Gebelin e che si sono mantenuti in tutta Italia.

Il rovescio di ciascuna carta porta in nero a chiaroscuro un compartimento d’ornati del miglior gusto, al cui centro stanno due putti abbracciantisi e capovolti l’uno a rovescio dell’altro, cosicchè le carte, viste da tergo, sembrano sempre per lo stesso verso in qualunque modo giacciano in mano del giocatore (1) (La nota rinvia alla Tav.XI con la riproduzione della carta).

Sono queste carte di bellissimo disegno e intagliate in rame, come si rileva, quantunque siano state acquerellate e dipinte a vari e leggiadri colori. Nessuna sorta d’iscrizione trovasi in queste indicativa del luogo, del tempo e dell’autore per opera di cui vennero intagliate…..

Il Re di Denari siede in trono vestito all’orientale, e al basso sta scritto Myda Rex Lydorum. La Regina, nude le braccia e il petto, porta scritto Cleopatra Regina Alex. Aegypti e tiene in mano una medaglia di Lucrezia Romana, e in cima sospesa è un’altra medaglia VIRGO TARPEA. Il cavallo ricorda la statua di M.Aurelio con altro piedistallo da quello che vedesi in Campidoglio, e sospeso sta uno scudetto con un’aquila bicipite coronata. Il Fante, di bellissimo disegno, porta una medaglia con una vittoria e tiene per iscrizione al basso Marcus Crassus Comsul (sic).

Li Bastoni sono figurati da alberelli piantati in terra e vari animali al piede, ed augelli sulle foglie. L’Asse presenta una quercia e stavvi alla cima uno scudo senza stemma, e al piede alcuni majali che mangiano ghiande. Nel due è l’apologo della Volpe coll’uva immatura a cui non arriva. Nelle figure leggonsi Nino, Ippolita, Castore e Polluce.

Le Coppe offrono una serie di vasi, tazze, ed urne di ogni più elegante e svariata maniera. L’asse è composto da un gran vaso su cui siedono due satiretti, e in alto è un cartellino colle lettere S.P.Q.R., e le figure sono denominate Sardanapallo, Semiramide, Marcantonio e Apicio.

Veggonsi nelle Spade una tal serie di varie ed eleganti impugnature….Li nomi imposti alle figure sono Alessandro, Tamiri, M.Sicio Dentato, Ob virtutem Achilles Ro., il quale ha nello scudo uno stemma con un’aquila in campo bianco e tre sbarre orizzontali rosse e tre nere.

Poche varietà e singolarità sono nelle carte de’ Tarocchi, se non che ammirabile ne è sovente il disegno e l’invenzione, e nell’ultima che esprime il matto fu posta avvedutamente l’ubriachezza, come quella che più d’ogni altro vizio attenta alla ragione….

Non sonovi altre iscrizioni fuori dall’indicate, se non che la figura dell’ubriaco ch’è d’uomo giovine caduto a terra colle gambe all’aria, sembrando sorreggere coi piedi un gran Vase dall’alto versante il vino che tracanna, porta scritto sul Vase medesimo Muscatello(1) (La nota rinvia alla Tav.XIV con la riproduzione della carta)

E certamente negli Stati veneti erano così innanzi le arti, che non sarebbe strano, che a queste potesse anche il descritto mazzo di tarocchi appartenere”.

Analizzando il testo si possono trarre le seguenti considerazioni:

1) Il Cicognara situa queste carte in area veneziana. Eppure, i Trionfi, a suo dire, sono “nella medesima forma che vennero descritti da Court de Gebelin e che si sono mantenuti in tutta Italia”. Se così è, il mazzo è di tipo C, di area milanese-marsigliese (Ordine dei Trionfi). Non sorprende l’attribuzione del mazzo “agli Stati veneti” secondo l’uso invalso in molti studiosi che qualsiasi mazzo di una certa antichità, fino a prova contraria, debba essere di origine veneziana, pur in assenza di prove attestanti la fabbricazione a Venezia di mazzi di tarocchi.

2) “Sono queste carte di bellissimo disegno e intagliate in rame, come si rileva, quantunque siano state acquerellate e dipinte a vari e leggiadri colori”. La bellezza del disegno, i tratti e le ombreggiature dell’incisione su rame (L’Incisione su rame), più precisi e netti rispetto al mazzo Leber, e l’assenza di miniature sulle carte, fanno pensare a una produzione successiva.

3) Il mazzo descritto dal Cicognara è diverso dal Leber: i dorsi delle carte hanno un disegno completamente differente. I disegni del Matto sono diversi, come pure il nome assegnato. Non sappiamo se tale diversità appartiene a tutte le carte trionfali, dal momento che non possiamo confrontare i trionfi dei due mazzi. A puro titolo indicativo, riporto in figura i trionfi Amore e Sole riprodotti dal Cicognara dal mazzo in suo possesso:

                                      amorecicognara              solecicognara

4) Se non possiamo confrontare i trionfi nei due mazzi per stabilire una loro affinità o diversità, le somiglianze nelle carte dei semi sono incredibilmente numerose: 1) Il due di bastoni, come nel mazzo Leber, mostra l’immagine favolistica della volpe e l’uva; 2) I bastoni sono veri e propri alberi piantati in terra; 3)“le Coppe offrono una serie di vasi, tazze, ed urne di ogni più elegante e svariata maniera”, come nel Leber; 4) Il Re di Denari, in entrambi i mazzi è denominato MIDA REX LIDORUM e siede su un trono abbigliato all’orientale; al di là di qualche minima variazione, i nomi assegnati agli altri personaggi figurati sono quasi identici, e probabilmente lo sono anche i disegni. Riporto in figura, a titolo d’esempio gli Assi di Spade presenti nei due mazzi (Cicognara a sx e Leber a dx) : sono quasi del tutto identici.

 

                                                      assospadecicognara

E’ mia convinzione, e credo di non allontanarmi troppo dalla verità, che il mazzo Cicognara sia una copia aggiornata del mazzo Leber. Il suo autore si è attenuto a quel modello, italianizzando alcuni nomi, e aggiungendo o togliendo qualche particolare. Per rendere poi il suo lavoro più aggraziato sul piano del disegno e del tratto si è servito di matrici di rame al posto di quelle lignee più “dure”.

Tra i mazzi anomali, quello del Cicognara, al di là dell’apparentamento evidente col mazzo Leber, può essere associato anche ad un altro mazzo non standard: quello  dei Sola-Busca.

Mostra infatti, a mio parere, la stessa tipologia metodologica, nel senso che le iscrizioni, nella loro oscurità, rinviano a sentenze morali attraverso il trucco dell’anagramma (I Tarocchi Sola-Busca).

 Per una più facile comprensione, riporto in tabella le iscrizioni che appaiono sulle carte figurate.

Fante Cavallo Regina Re
S Ob virtutem Achilles Ro. M.Sicio Dentato Tamiri Alessandro
D Marcus Crassus Comsul Cleopatra Regina … Myda Rex Lydorum
C Apicio Marcantonio Semiramide Sardanapallo

Prendiamo dapprima in considerazione le iscrizioni presenti sulle figure dei Denari :

Myda Rex Lydorum, Cleopatra Regina Alex. Aegypti, Marcus Crassus Comsul

L’errore (Comsul anziché Consul) e l’assenza di titolazione del Cavallo sembrerebbero confermare l’ipotesi dell’anagramma. Se applichiamo tale artificio alla sequenza delle iscrizioni, possiamo ottenere una frase del genere:

Jesus Crystus respingerà Juda come l’amor carmelo la piaga turca. MDLXX

Se la nostra decifrazione è plausibile, abbiamo qui la probabile indicazione della data di produzione del mazzo che è il 1570, l’anno precedente la battaglia di Lepanto.

L’amor carmelo si riferisce molto probabilmente a Papa Pio V, successivamente santificato, che promosse la Lega Santa contro i turchi. Nel 1566 con la Bolla “Motu proprio” aveva autorizzato la riforma dell’ordine carmelitano. Sembrerebbe che il mazzo sia stato prodotto su richiesta di qualche famiglia nobile, certamente di area lombarda (in virtù dell’ordine milanese-marsigliese dei Trionfi), con qualche legame con la congregazione carmelitana.

Questa considerazione non è priva di fondamento, in forza del fatto che i carmelitani bresciani, ad esempio, hanno contribuito non poco allo sviluppo dell’arte d’incidere su rame, basti pensare alle produzioni cinquecentesche dei fratelli Gianmaria e Giovanni Antonio da Brescia, frati appartenenti a quest’Ordine.

Forse lo stemma sullo scudo di Achille – l’aquila in campo bianco con tre sbarre orizzontali rosse e nere, di cui, purtroppo, non sono riuscito a determinare l’appartenenza  – potrebbe rinviare proprio a una di queste committenze.

Continuando la nostra analisi, abbiamo per le Spade la sequenza:

Alessandro  Tamiri  M.SicioDentato  Ob virtutem Achilles Ro.

Un possibile anagramma è:

Chi sa sommetter bontà alla virtù è da S.M. Dio risorto in ciel.

Per le Coppe:

Sardanapallo   Semiramide   Marcantonio   Apicio

La sentenza potrebbe essere:

Impariamo a non assaporar cecità da li demoni.

E, infine, per i Bastoni:

Nino  Ippolita  Castore  Polluce

otteniamo:

Il popol pianti nel casto cuore.

La scritta “Muscatello” sulla carta del Matto potrebbe stare per “Mescolal tu”, ad indicare la pazzia del gioco, mentre “Virgo Tarpea” che appare sulla Regina di Denari potrebbe essere decodificata come “Agir Povertà”, oppure “Voti a pregar”, con un’evidente allusione ad una delle regole dell’ordine carmelitano.

Evidentemente, anche queste iscrizioni, al pari di quelle dei Sola-Busca, si prestano ad altre decifrazioni, o a nessuna, per cui qualcuno potrebbe giustamente accusarmi di un’eccessiva fantasia.

Tuttavia, le argomentazioni addotte sono un tentativo per giustificare razionalmente gli errori e le discrepanze che ricorrono nelle iscrizioni presenti in questo e nel mazzo Sola-Busca, facendo emergere dalla loro oscurità l’usuale messaggio morale e di fede cristiana, tipico dei Tarocchi.

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